| 19/08/2010 |
Statuto albertino o costituzione repubblicana |
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La prima costituzione italiana è stata lo statuto albertino, classificata dai giuristi "flessibile", perché modificabile con legge ordinaria. La costituzione vigente, classificata invece "rigida", perchè modificabile con procedura aggravata disciplinata dalla stessa Costituzione, si prepara a fare la stessa fine.
E’ in corso un dibattito fra le fazioni politiche e fra i costituzionalisti se nel caso del venir meno della maggioranza parlamentare sia indispensabile ricorrere al voto senza che il Presidente della Repubblica verifichi se in Parlamento non si sia formata un’ altra maggioranza capace di esprimere il voto di fiducia a favore di un governo diverso. Anzi questo passo non è ben chiaro nemmeno a Bossi: Il nuovo governo deve essere approvato da tutti o anche solo da una parte degli eletti a cui gli elettori hanno assegnato la maggioranza e il premio di maggioranza? possono aggiugersi o meno parlamentari eletti in partiti minoritari al momento delle elezioni? Ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato (art. 67 Cost.) oppure obbediscono al Presidente del Consiglio? Tutti o solo quelli del partito del Presidente del Consiglio, mentre quelli del partito alleato obbediscono, in primis al leader del loro partito?
Il precedente del 1994, che ha dato vita al governo Dini, direbbe che la Costituzione va interpretata in modo rigido, per cui se un Presidente del Consiglio incaricato riceve la fiducia delle Camere è legittimamente insediato, a prescindere se i voti li raccolga fra i parlamentari eletti nella coalizione vincente o meno. Bossi e Berlusconi , invece affermano che ci troveremmo di fronte a un colpo di stato contro cui sono pronti a mobilitare le piazze, in quanto si darebbe vita a un governo contrario alla volontà degli elettori. A prescindere da tutti questi e altri interrogativi, dovrebbero spiegare come sia possibile cambiare la costituzione con una legge ordinaria, come è quella elettorale, senza nemmeno prevedre un qualche meccanismo per sostituire il Presidente, in caso di impossibilità sopravvenuta ad esercitare le funzioni.
Ci fermiamo qui, visto che siamo stati anche già più lunghi del solito, ma questo dibattito dimostra come sarebbe opportuno, che in Italia o si realizzi un costante aggiornamento della costituzione senza traumatici sovvertimenti dell’ intera carta, o si accetti la prassi dei comportamenti costituzionali interpretativi ed evolutivi, con dignità di costituzione materiale, come del resto sostenuto da Mortati, ormai molti anni fa. Certo che è piuttosto melanconico scoprirsi sostanzialmente privi di una cultura costituzionale condivisa e sentirsi minacciare la piazza da parte di componenti del Governo. |
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