Il punto di Alberto Tomat

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19/08/2010

Statuto albertino o costituzione repubblicana

La prima costituzione italiana è stata lo statuto albertino, classificata dai giuristi "flessibile", perché modificabile con legge ordinaria. La costituzione vigente, classificata invece "rigida", perchè modificabile con procedura aggravata disciplinata dalla stessa Costituzione, si prepara a fare la stessa fine.
E’ in corso un dibattito fra le fazioni politiche e fra i costituzionalisti se nel caso del venir meno della maggioranza parlamentare sia indispensabile ricorrere al voto senza che il Presidente della Repubblica verifichi se in Parlamento non si sia formata un’ altra maggioranza capace di esprimere il voto di fiducia a favore di un governo diverso. Anzi questo passo non è ben chiaro nemmeno a Bossi: Il nuovo governo deve essere approvato da tutti o anche solo da una parte degli eletti a cui gli elettori hanno assegnato la maggioranza e il premio di maggioranza? possono aggiugersi o meno parlamentari eletti in partiti minoritari al momento delle elezioni? Ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato (art. 67 Cost.) oppure obbediscono al Presidente del Consiglio? Tutti o solo quelli del partito del Presidente del Consiglio, mentre quelli del partito alleato obbediscono, in primis al leader del loro partito?
Il precedente del 1994, che ha dato vita al governo Dini, direbbe che la Costituzione va interpretata in modo rigido, per cui se un Presidente del Consiglio incaricato riceve la fiducia delle Camere è legittimamente insediato, a prescindere se i voti li raccolga fra i parlamentari eletti nella coalizione vincente o meno. Bossi e Berlusconi , invece affermano che ci troveremmo di fronte a un colpo di stato contro cui sono pronti a mobilitare le piazze, in quanto si darebbe vita a un governo contrario alla volontà degli elettori. A prescindere da tutti questi e altri interrogativi, dovrebbero spiegare come sia possibile cambiare la costituzione con una legge ordinaria, come è quella elettorale, senza nemmeno prevedre un qualche meccanismo per sostituire il Presidente, in caso di impossibilità sopravvenuta ad esercitare le funzioni.
Ci fermiamo qui, visto che siamo stati anche già più lunghi del solito, ma questo dibattito dimostra come sarebbe opportuno, che in Italia o si realizzi un costante aggiornamento della costituzione senza traumatici sovvertimenti dell’ intera carta, o si accetti la prassi dei comportamenti costituzionali interpretativi ed evolutivi, con dignità di costituzione materiale, come del resto sostenuto da Mortati, ormai molti anni fa. Certo che è piuttosto melanconico scoprirsi sostanzialmente privi di una cultura costituzionale condivisa e sentirsi minacciare la piazza da parte di componenti del Governo.

12/08/2010

Quot licet Iovi non licet bovi

Dopo gli attacchi a Fini per l’ infelice vicenda della vendita dell’ appartamento monegasco, dopo le dimissioni di Scaiola, di Brancher e di Cosentino e dopo la norma “ad aziendam”, contenuta nella legge 40 del marzo scorso, che consente alla Mondadori di chiudere un contenzioso ventennale con il fisco mediante il pagamento del 5% del valore della lite, si potrebbe dire che il detto latino è diventato una norma della Costituzione materiale della “seconda Repubblica”.

02/08/2010

Economia

Chi si interessa oggi dell’ economia, cioè della gestione della casa Italia? La risposta che viene immediata è: nessuno; tutti intenti come sono a non perdere potere, che tuttavia non si capisce per quali interessi intendano spenderlo.
Il prossimo anno ricorderemo i 150 anni dell’ unità d’ Italia. Unità politica in uno solo Stato, perché, purtroppo l’ unità degli intenti per fare migliore l’ Italia non si vede ancora. In questi centocinquant’ anni l’ Italia politica è esistita nei cuori degli italiani solamente negli anni 1945- 1969. Faccio salvo anche l’ ipervalutato ‘68, perché, per lo meno negli intenti iniziali, c’ era la volontà di costruire, poi è prevalsa la volontà di disfare: niente io e niente nemmeno tu. La volontà di emulare chi fa meglio è positiva, arricchisce tutti; l’ invidia e cioè la volontà di impedire agli altri di fare meglio dopo essersi resi conto di essere incapaci di seguirli e possibilmente sopravanzarli, distrugge la coesione sociale.
L’ espulsione di Fini dal PdL rientra nella seconda ipotesi e per questo dubito che possa contribuire a ricreare una comunità di ideali, sia pure da raggiungere con mezzi diversi come richiede la democrazia. Quanto fossero diversi i mezzi di DC e PCI negli anni che ho indicato come i migliori per l’ Italia politica è chiaro a tutti, come lo è l' aspirazione, allora comune, di costruire un’ Italia migliore.
L’ unico aspetto positivo di questi ultimi avvenimenti è quello di aver creato le condizioni per rimettere in moto la politica italiana, ma siamo ancora alla “pars destruens”, senza proposte per la “pars construens”.

07/07/2010

Autoirtà garanti

"AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO: "DIARIO Rinvio delle comunicazioni ai candidati della selezione pubblica di quattro laureati con formazione giuridica da assumere in qualita' di funzionari con contratto a termine della durata di tre anni. (GU n. 53 del 6-7-2010 )

Il calendario degli esami e l'avviso della pubblicazione sul sito Internet dell'Autorita' dell'esito della fase preliminare di valutazione delle domande di partecipazione alla selezione di quattro laureati con formazione giuridica da assumere in qualita' di funzionari con contratto a termine di durata triennale (bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica - 4ª serie speciale «Concorsi ed esami» - n. 91 del 16 novembre 2007), saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica - 4ª serie speciale «Concorsi ed esami» - del 7 settembre 2010. "
Oltre che a garantire nuovi incarichi pubbici lucrativi per i responsabili, come avviene in questi giorni di rinnovi, si fa per dire, degli incarichi nelle varie Autoirtà garanti, viene il dubbio che le stesse non riescano a garantire molto altro, se in tre anni quella per la concorrenza e per il mercato non è nemmeno in grado di fissare il calendario delle prove di un concorso.

25/06/2010

Continuazione

Il neoministro Brancher al federalismo, a seguito delle proteste di Bossi, ha subito mutato il nome del suo Ministero in decentramento e sussidiarietà.,Ieri poi oberato dal tanto nuovo lavoro ha fatto presentare ai suoi avvocati instanza di legittimo impedimento fino al prossimo 7 ottobre a partecipare al processo in cui è imputato, che riguarda la tentata scalata alla Banca Antonveneta da parte di Bpi. I giudici dovranno aspettare, ma l' opinione pubblica potrà valutare il 6 ottobre il frutto di tanto impedimento.
La Nazionale, invece non potrà continuare il suo impegno, perchè è stata buttata fuori dal campionato del monto , sconfitta dalla Slovacchia per 3 a 2, dopo una partita e un girone, che al contrario della nomina del neoministro rimane incomprensibile


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