Una consulta per la tutela del friulano
La intende realizzare il sindaco dopo aver lanciato la proposta di favorire il bilinguismo a Lucinico e San Rocco
di Patrizia Artico
Una consulta comunale per la tutela della cultura friulana: è quanto auspica di poter realizzare in tempi brevi il sindaco, Ettore Romoli, che ieri, dalle pagine del Messaggero Veneto, ha lanciato la proposta di favorire la nascita del “bilinguismo” in chiave friulana in due quartieri cittadini, quelli di Lucinico e di San Rocco. Un’idea, quella della consulta, che viene accolta con favore dai presidenti dei due parlamentini, Giorgio Stabon e Pierpaolo Silli, i quali ritengono, comunque, che la valorizzazione della cultura e della lingua friulana debba passare anche attraverso altre iniziative.
Il dibattito si accende proprio mentre la commissione regionale per le attività culturali e le identità linguistiche, presieduta da Kristian Franzil, ha appena approvato il provvedimento legislativo per l’ingresso della lingua friulana nelle scuole e negli uffici pubblici. Un provvedimento che il sindaco Romoli vorrebbe però rimodellare, rendendola a misura della particolare situazione in cui si trova Gorizia. «All’uso della lingua slovena in alcuni quartieri, praticata come bilinguismo visibile e tutela dei diritti individuali di questa etnia – spiega Romoli – si aggiunge oggi, in questi termini, anche l’uso del friulano. È evidente che Gorizia è una città composita, ma, personalmente – precisa Romoli, con chiaro riferimento alla prossima normativa regionale – penso che, comunque, non si possa esasperare questo trilinguismo per creare una città con pluri-identità e, quindi, senza identità. D’altronde, non ritengo corretto rifiutare “tout-court” l’uso della lingua friulana che è parlato abitualmente nel quartiere di Lucinico e parzialmente in quello di San Rocco, pertanto sono dell’avviso che si debba assolutamente riconoscere la friulanità della nostra città e, quindi, valorizzare la lingua friulana nei due quartieri penso sia la soluzione più equa ed equilibrata». Annuncia, quindi, che quando la legge sarà approvata «si realizzeranno manifesti e cartelli stradali di lingua italiana e friulana e nei quartieri dove, appunto, c’è una storica e radicata componente di lingua friulana. Inoltre è mia intenzione verificare la possibilità di istituire una consulta per la tutela della cultura friulana. Tutte queste proposte, ovviamente, sono al momento personali – conclude Romoli – e saranno presentate al consiglio comunale che dovrà decidere nella sua sovranità».
Per il presidente del consiglio di quartiere Giorgio Stabon, l’idea di attivare una consulta «è molto valida, ma spero che non ci si fermi lì. Io credo che l’uso della lingua friulana dovrebbe essere incentivato nelle scuole d’infanzia, lasciando poi successivamente alle famiglie e agli stessi genitori di proseguire o meno questa esperienza nelle scuole dell’obbligo, senza però alcuna imposizione. A Lucinico quasi tutti parlano friulano, anche se i giovani stanno perdendo la padronanza, per mille motivi, di questa lingua, ma c’è un forte interesse anche da parte loro. Lo scorso anno – ricorda – abbiamo attivato un corso per l’insegnamento del friulano con l’aiuto della Filologica e ci sono state 30 adesioni, una decina delle quali riguardava giovani sui vent’anni. L’i nteresse, quindi, c’è e sono assolutamente dell’avviso che si debbano incentivare le iniziative per evitare di perdere l’uso di questa particolare lingua, profondamente legata alle nostre radici». |